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La prenotazione alberghiera

Nell’uso comune si utilizza impropriamente l’affermazione “ho prenotato”, per inquadrare il momento della conclusione di un contratto di albergo.

Ma cosa si intende per prenotazione alberghiera?
Seppur il termine appaia di facile comprensione, il fenomeno del turismo di massa e l’evoluzione delle transazioni on line, ottimizzate attraverso siti specializzati (Booking.com, Airb&b) ha creato molteplici interpretazioni sulla natura di tale indispensabile strumento giuridico.
La prenotazione, infatti, risponde all’interesse del turista di assicurarsi la futura fruizione del servizio, assolvendo, nel contempo, molteplici profili diretti alla pianificazione dell’attività imprenditoriale dell’albergatore (calibrare l’offerta, assunzione personale, quantificazione forniture ecc..).

Discostandoci dall’oramai datato orientamento della Corte di Cassazione che inquadrava la prenotazione come un atto unilaterale di accettazione dell’offerta al pubblico permanente di alloggio da parte dell’albergatore, sottoposta a condizione sospensiva (Cass. 3 dicembre 2002 n. 17150), è, decisamente più attuale configurare la prenotazione come un contratto preparatorio, a forma libera, unilaterale, atipico, consensuale ed essenzialmente gratuito, senza alcun onere a carico del turista.
Al fine di limitare rischio imprenditoriale di lasciare la camera disponibile sino alla conclusione del contratto definitivo, sono state predisposta nella prassi alberghiera alcune condizioni contrattuali per limitare il pregiudizio determinato dalla mancata disdetta da parte del cliente.
E’ assolutamente necessario, per una buona organizzazione, sottoporre la prenotazione ad un termine cd. essenziale decorso il quale il  contrattosi intende risolto.
Tale termine permetterà all’albergatore di pianificare le prenotazioni nel modo più vantaggioso possibile, evitando nel contempo, il rischio di incorrere nella sovraprenotazione delle stanze (c.d. overbooking).

Seppur come detto la prenotazione sia un contratto tendenzialmente gratuito, è uso corretto prevedere nelle condizioni di contratto il versamento al momento della prenotazione di una Caparra (confirmatoria o penitenziale).
Quando la caparra è penitenziale in caso di disdetta la somma versata è trattenuta per intero, se la caparra è confirmatoria oltre all’importo della stessa l’albergatore può chiedere il prezzo della prestazione o il risarcimento danni.
Specialmente nei periodi di forte picco turistico può essere introdotta una penale, in caso di disdetta tardiva in cui si stabilisce a priori l’importo da risarcire in caso di mancata comunicazione della disdetta nei termini previsti.

Non sussistendo specifici obblighi di forma al fine di evitare problematiche interpretative, è necessario dunque delineare e concordare in modo attento ed esaustivo tutte tutti i profili preliminari legati alle modalità di prenotazione alberghiera, pagamento, disdetta e garanzie, specialmente nei casi in cui le procedure di prenotazione vengano effettuate via telefono, mail, fax, on line o tramite altri mezzi.
Mentre il turista dovrà leggere attentamente le condizioni di contratto, indicate sul sito web o comunicate al momento della conferma della prenotazione, l’albergatore sarà tenuto a rispettare specifiche formalità per una corretta gestione del booking attraverso una scrupolosa gestione delle procedure di compilazione delle informazioni e condizioni di prenotazione nel rispetto della disponibilità e del tipo di camera per il periodo richiesto.

L’esperienza maturata in tale settore ha confermato che una corretta programmazione delle procedure di prenotazione calibrata sulle modalità di pagamento e sulle richieste del cliente è l’unico modo per evitare i sempre più frequenti contrasti giudiziari derivanti da una costante trasformazione dei metodi ricerca delle offerte alberghiere e delle aspettative dei clienti.
Per ogni informazione e richieste compila il mostro modulo di assistenza, saremo lieti di offrirvi la nostra consulenza.

Collavini Law Firm

Esperti in diritto turistico e della navigazione

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Lavori edili: fattura irregolare se non indica l’oggetto, la natura dell’attività effettuata ai fini della detrazione dei costi

La Corte di Cassazione con la sentenza 9912 del 27 maggio 2020, ha tracciato le direttive per l’emissione delle fatturazioni relative ai lavori edili posti in detrazione.
Non è più consentita ai fini della detrazione IVA e dei costi la dicitura generica “lavori di muratura” senza specificale l’oggetto delle opere eseguite.
L’agenzia delle Entrate ha pertanto contestato con ragione la falsità di una fattura emessa con da una impresa edile in quanto imputata genericamente a lavori edili senza una specifica temporale e realizzativa.
Per le imprese edili, pertanto, sarà buona attenzione indicare in modo trasparente la natura e le modalità di realizzazione dell’opera al fine di permettere la deduzione dei costi e la detrazione dell’IVA da parte del contribuente ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972.

La Corte di Cassazione infatti, in mancanza di una analitica specifica, ha considerato irregolare la fattura per assenza di presunzione di veridicità di quanto in essa rappresentato e la rende inidonea a costituire titolo per il contribuente ai fini del diritto alla deduzione del costo relativo.

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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICAil 9 aprile 2020 (v. stampato Senato n. 1766)

PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (CONTE)
E DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE (GUALTIERI)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavora- tori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID- 19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi
Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica il 10 aprile 2020
N. 2463 —
Atti Parlamentari
Camera dei Deputati

XVIII LEGISLATURA

DISEGNO DI LEGGE __

Art. 1.

1. Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Ser- vizio sanitario nazionale e di sostegno eco- nomico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla pre- sente legge.

2. I decreti-legge 2 marzo 2020, n. 9, 8 marzo 2020, n. 11, e 9 marzo 2020, n. 14, sono abrogati. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi decreti-legge 2 marzo 2020, n. 9, 8 marzo 2020, n. 11, e 9 marzo 2020, n. 14.

3. In considerazione dello stato di emer- genza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmis- sibili, dichiarato con la delibera del Consi- glio dei ministri del 31 gennaio 2020, pub- blicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1°febbraio 2020, i termini per l’adozione di decreti legislativi con scadenza tra il 10 febbraio 2020 e il 31 agosto 2020, che non siano scaduti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono prorogati di tre mesi, decorrenti dalla data di scadenza di ciascuno di essi. I decreti legislativi di cui al primo periodo, il cui termine di adozione sia scaduto alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere adot- tati entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e delle procedure previsti dalle rispettive leggi di delega.

4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pub- blicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Atti Parlamentari — 3 — XVIII LEGISLATURA

Camera dei Deputati

A.C. 2463

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 17 MARZO 2020, N. 18

All’articolo 1:

al comma 1, le parole: « nella tabella di cui all’allegato A che costituisce parte integrante del presente decreto » sono sostituite dalle seguenti: « nella tabella A allegata al presente decreto »;

al comma 2, le parole: « nella tabella di cui all’allegato A » sono sostituite dalle seguenti: « nella tabella A allegata al presente decreto »;

al comma 3, le parole: « di cui all’articolo 1, commi 1 lettera a) e 6, del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14 » sono sostituite dalle seguenti: « di cui all’articolo 2-bis, commi 1, lettera a), e 5 » e le parole: « nella tabella di cui all’allegato A » sono sostituite dalle seguenti: « nella tabella A allegata al presente decreto ».

All’articolo 2:
al comma 2, le parole: « attuazione comma 1 » sono sostituite dalle

seguenti: « attuazione del comma 1 ».
Dopo l’articolo 2 sono inseriti i seguenti:

« Art. 2-bis. – (Misure straordinarie per l’assunzione degli specia- lizzandi e per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a perso- nale sanitario) – 1. Al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza nonché per assicurare sull’intero territorio nazionale un incremento dei posti letto per la terapia intensiva e sub-intensiva necessari alla cura dei pazienti affetti dal predetto virus, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, fino al perdurare dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri con deliberazione in data 31 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020, possono:

a) procedere al reclutamento del personale delle professioni sanitarie, come individuate dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561, e dalla legge 18 febbraio 1989, n. 56, e degli operatori socio-sanitari, nonché di medici specializzandi, iscritti all’ultimo e al penultimo anno di corso delle scuole di specializzazione, anche ove non collocati nelle graduatorie di cui all’articolo 1, comma 547, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, conferendo incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a sei mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza sino al 31 dicembre 2020, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e all’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. I medici specializzandi restano iscritti

ALLEGATO

Atti Parlamentari — 4 — Camera dei Deputati