Categoria: Navigazione & Trasporti

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Novità della Cassazione sulla risarcibilità del Colpo di frusta

Nel 2019 la giurisprudenza di merito aveva confermato la non rimborsabilità del c.d. colpo di frusta in assenza di una indagine radiologica, nell’intento di limitare il flusso eccessivo di richieste risarcitorie da parte di conducenti e passeggeri coinvolti in incidenti stradali.
Tale orientamento, promosso all’interno del Decreto cresci Italia, seppur apparisse decisamente limitativo, era stato più o meno accettato da parte degli addetti ai lavori, i quali negavano nella pratica la possibilità di ottenere un risarcimento del danno nel segmento delle micro permanenti in assenza di una conferma radiologica.

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza 9865/2020, ha oggi cassato tale orientamento, affermando che, con riferimento al colpo di frusta, ove sussista una indagine clinica approfondita che accerti in modo obbiettivo e riscontrabile il danno lamentato, l’indagine strumentale non sia obbligatoria.
In attesa di conoscere l’esito del giudizio di rinvio, è indubbio che il recente arresto della Suprema Corte sembrerebbe confermare che la risarcibilità del colpo di frusta, ove il risultato del danno sia stato oggettivamente riscontrabile,trovi un limite solo nel criterio anamnestico, in cui la sussistenza di un danno permanente sia basata sulla mera dichiarazione del paziente.
Spiega la Cassazione che il decreto Cresci Italia, esclude la risarcibilità solo in caso di accertamenti che non possano essere effettuati in modo obiettivo, senza imporre necessariamente il metodo strumentale.
Il colpo di frusta, pertanto, può essere validamente accertato in modo clinico e visivo,limitando la diagnostica per immagini solo ai casi di stretta necessità.

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Vademecum dei rimborsi al tempo del Coronavirus

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Le restrizioni da Corona virus hanno modificato le nostre abitudini impedendo moltissime attività, sociali, sportive, culturali.

Seppur sia di naturale percezione il principio per cui  “chi paga per avere un servizio che poi, non per sua colpa, non viene effettuato, abbia diritto di essere rimborsato” moltissimi sono io dubbi che ci poniamo quotidianamente.

Di seguito abbiamo esaminato alcuni profili dei servizi e delle spese rimborsabili a seguito delle recenti direttive del Governo.

Atteso il periodo delle festività pasquali, la problematica più diffusa è sicuramente quella relativa ai Viaggi organizzati (pacchetti turistici), ai voli, alla biglietteria ferroviaria ed ovviamente alla prenotazione delle strutture alberghiere.

Al fine di dare una tutela più specifica lo studio Collavini si è avvalso della collaborazione con il portale turistico Salvaviaggio.com e con altre associazioni di categoria.

Esaminiamo seppur brevemente le problematiche relative al segmento turistico, invitando tutti i lettori a contattarci, via e mail su info@collavinilawfirm.com o info@salvaviaggio.com.

TRASFERIMENTI: aerei, marittimi e ferroviari sino al 4 maggio 2020

Come in tutti i servizi anche quello dei viaggi è necessario effettuare differenti valutazioni a secondo del periodo in cui il servizio di trasporto doveva essere eseguito.

In caso di trasferimenti previsti sino al 4 maggio 2020, allo stato, sussiste un divieto assoluto configurante una oggettiva “impossibilità di fruire della prestazione”.

Come più volte chiarito nei precedenti interventi, i principi che disciplinano l’obbligo restitutorio da parte dei vettori aerei, marittimi e ferroviari sono previsti nel codice civile.

In particolare, non ritenendo congruo applicare i principi sulla impossibilità temporanea con riferimento a spostamenti che avevano una specifica connotazione temporale ed interesse per il consumatore, è corretto richiamare i principi dell’art.1463 c.c. che, con riferimento “all’impossibilità totale”, prevedono l’obbligo di restituzione del denaro da parte del fornitore del servizio.

Negare questo diritto determinerebbe un indebito trattenimento di somme da parte dei fornitori del servizio di trasporto.

Nel trasporto aereo, tale principio è altresì specificato nell’art. 945 e 946 del codice della Navigazione, che obbliga in caso di impossibilità sopravvenuta del passeggero alla restituzione integrale del prezzo del biglietto aereo.

Importante, pertanto, richiedere immediatamente, ed in ogni caso entro 30 giorni dalla data di partenza, il rimborso integrale alle compagnie aeree, assicurandosi di aver correttamente formalizzato la domanda (meglio inviare una PEC piuttosto che richiedere il rimborso sui siti dei vettori, se il form non preveda una ricevuta di conferma).

Grazie all’ausilio del Team Salvaviaggio.com (vai al form) stiamo disponendo gratuitamente il rinnovo delle domande risarcitorie a tutti i vettori e società di trasporto, garantendo una immediata azione risarcitoria in caso di mancato rimborso nel termine di 15 giorni.

Nonostante i fornitori di servizi stiano tentando di offrire voucher o cambi date, la nostra opinione è quella di rifiutare tale forma alternativa di rimborso, in quanto, aleatoria e non sicura.

Sulle modalità di rimborso, in attesa di ricevere chiarimenti, vi invitiamo a leggere alcuni nostri interventi sulla scorta dei principi della CGUE

TRASFERIMENTIi E VIAGGI SUCCESSIVI AL 4 MAGGIO 2020

Al momento, per tutti i trasferimenti previsti successivamente al 4 maggio 2020, non ci sono oggettive preclusioni e pertanto, devono considerarsi consentiti.

I vettori aerei che cancellano voli per tali date, in assenza di un aggiornamento sulle restrizioni che deve anche tenere conto della situazione generale negli altri Stati, dovrebbero rispondere del relativo inadempimento.

Quanto al trasporto aereo, ad esempio, la disciplina è demandata alla Convenzione di Montreal, che espressamente prevede la risarcibilità del danno da ritardo aereo. Tale principio è richiamato anche all’interno di un Regolamento europeo (Ce 261/04), che, in caso di cancellazione, oltre alla restituzione del prezzo del biglietto aereo entro 7 giorni, prevede in via anticipatoria, in mancanza tempestiva comunicazione nei 14 giorni precedenti il volo, anche una compensazione pecuniaria anticipatoria di 250, 400 e 600 euro a seconda della distanza in caso di cancellazione o ritardo aereo di almeno 3 ore.

Ovviamente, una eventuale richiesta di risarcimento dovrà essere supportata da una attenta analisi della situazione e della condotta del vettore. E’ notorio infatti, che spesso, le cancellazioni ed i ritardi siano determinate da scelte commerciali dei vettori aerei in violazione dei diritti dei passeggeri.

Ogni assistenza e chiarimento è disponibile attraverso i nostri contatti dedicati.

 VIAGGI ORGANIZZATI (all inclusive)

La situazione non cambia per i viaggi tutto compreso.

Il divieto di spostamento imposto dal Governo trova una risposta nel c.d. Codice del Turismo (Dlgs. 79/11).

Tale Decreto all’art.41 prevede che in caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare.

Anche in questo caso, attesa la conferma di un diritto restitutorio in capo al turista è sempre consigliabile pretendere un rimborso in denaro.

Come criticato, il voucher o il cambio data, seppur previsti nella prima stesura del decreto cura italia, non rappresentano una soluzione bilanciata per i consumatori i quali verrebbero esposti ad una novazione con inique condizioni contrattuali in violazione dei principali regolatori della materia e dei cardini di uguaglianza costituzionale.

Anche in questo caso ogni comunicazione con l’organizzatore del viaggio deve avvenire in modo formale, con espressa richiesta di rimborso economico, sottolineando la mancanza di interesse ad un voucher.

Seppur sussista il timore di un emendamento che obblighi i turisti all’accettazione dei un voucher, lo studio collavini insieme con la Salvaviaggio.com sta già lavorando ad una azione diretta a far rilevare l’incostituzionalità di un simile provvedimento.

STRUTTURE RICETTIVE (ALBERGHI B&B)

La disciplina di urgenza prevista dall’art. 88 del decreto Cura-Italia e le disposizioni di cui all’articolo 28 del dl 2 marzo 2020, n. 9 si applicano anche ai contratti di soggiorno da svolgere entro il 4 maggio 2020.

Per i soggiorni prenotati sino a tale data sussiste il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme versate.L’albergatore non può pretendere il pagamento da parte del turista e dove ricevuto un anticipo deve restituirlo.

VIAGGI SCOLASTICI E D’ISTRUZIONE

La restrizione del governo nel limitare l’accesso agli istituti scolastici adottando forme di didattica a distanza (c.d. DOD) ha impedito, ovviamente, sia i viaggi d’istruzione all’estero, sia le gite scolastiche programmate per l’a primavera 2020. Anche in questo caso, si configura una impossibilità sopravvenuta di fruire della prestazione da parte degli studenti, con diritto degli studenti a vedersi restituito integralmente il corrispettivo integralmente corrisposto. Nella pratica numerose sono le problematiche, in relazione alle modalità con cui tali viaggi o gite sono state acquistate o prenotate.

Pur confermando la sussistenza del medesimo principio restitutorio, invitiamo le istituzioni scolastiche, gli organizzatori e gli stessi studenti a contattarci per una valutazione gratuita diretta ad inquadrare e valutare specificatamente ogni profilo della problematica.

Sussistono anche in questo caso molteplici rischi nell’accettare dei voucher che tuttavia   attesa la natura didattica di tali viaggi, potrebbe essere ventilata per alcune categorie se sufficientemente garantita.

Ribadiamo pertanto l’importanza di una consulenza specifica per affrontare tutti i profili di una accordo risolutivo.

NIDO, ASILO, MENSE SCOLASTICHE

Il pagamento delle rette e dei servizi scolastici è una delle problematiche più attuali in questo momento.

Gli istituti scolastici paritari così come quelli privati, infatti, nonostante la sospensione delle attività didattiche (frontali) richiedono ugualmente il pagamento integrale delle rette.

I genitori, si trovano quindi costretti a pagare ingiustamente servizi nella paura che un contenzioso con l’istituto si riversi sulla vita scolastica dei propri figli. Come già chiarito nei precedenti articoli in merito a tale questione, per i servizi dell’infanzia e per la scuola primaria nel primo anno, li dove non sussiste una effettiva autonomia del minore per accedere autonomamente alla didattica a distanza, riteniamo sussista l’obbligo di restituzione integrale della retta.

Nei casi un cui, invece, l’istituto fornisca tutti i supporti “strutturali” (computer materiale didattico) e lo studente avesse la possibilità di accedere ad una esaustiva didattica a distanza, si dovrà verificare una riduzione delle rette originariamente previste.

Lo scenario che si sta configurando, purtroppo e quello di un braccio di ferro con gli istituti, che si limitano a ridurre in modo irrisorio le rette, decurtandole del prezzo dei servizi mensa o delle attività integrative, ovviamente non fisicamente fruibili dallo studente.

E’ dunque essenziale soffermarsi sul principio della garanzia di una didattica a distanza fattivamente fruibile da parte dell’alunno.

Anche in questo caso è necessaria una valutazione attenta caso per caso, per analizzare la congruità del sistema di didattica integrativa a distanza messo a disposizione da parte dell’istituto.

Nel caso tale metodo alternativo non sia sufficiente sarà necessario contestare tempestivamente all’istituto la volontà di non accettare tale forma di didattica a distanza in quanto insufficiente.

CORSI VARI: LINGUA, MUSICA, CUCINA, ETC.

L’impossibilità di circolare se non per lo svolgimento delle esigenze primarie determina l’impossibilità di fruire di ogni servizio non essenziale.

Rientrano in tale categoria tutti i corsi privati (cucina, lingue, scuola guida, musica …),con conseguente interruzione dei pagamenti e dovuta restituzione degli importi corrisposti per le mensilità in cui tali corsi non potranno essere fruiti.

Tale sospensione, atteso il venir meno dell’oggetto del contratto, determina i medesimi effetti anche su eventuali contratti di finanziamento, nel periodo di sussistenza della impossibilità.

Molte società stanno proponendo agli iscritti la possibilità di effettuare i corsi a distanza anche con l’ausilio di video e tutorial.

Attesa la novazione delle condizioni contrattuali, tale possibilità è subordinata all’accettazione del consumatore il quale in mancanza potrà pretendere il rimborso integrale.

UNIVERSITA’

Differente il discorso per le rette universitarie la cui didattica educativa è espressamente prevista.

Nel Decreto “Cura Italia” è fatto specifico riferimento al segmento Universitario. All’art. 101, 5 comma è previsto espressamente che, qualora l’istituto universitario sia in grado di sostituire i corsi frontali con iniziative a distanza, queste “sono valide ai fini del computo dei crediti formativi universitari, previa attività di verifica dell’apprendimento nonché ai fini dell’attestazione della frequenza obbligatoria”. Dunque, se l’ente universitario fornisce servizi adeguati, lo studente non può opporsi alla prosecuzione del contratto e quindi al pagamento dei relativi oneri.

PALESTRE, PISCINE, CENTRI RICREATIVI E CULTURALI

Per le medesimi motivazioni previste per i corsi è dovuto il rimborso delle quote di servizi periodici in abbonamento (come palestre, ski-pass, ecc…)che non potranno essere fruite attesa l’imposta sospensione. In molti casi il diritto alla restituzione della quota di iscrizione viene trasferito sull’abbonamento futuro così estendendo il termine dello stesso.  Sono ovviamente strategie commerciali ipotizzabili, che, tuttavia, necessitano sempre dell’adesione del consumatore il quale sarà sempre libero di manifestare la volontà di ottenere il rimborso della quota parte dell’abbonamento non fruito.

CONCERTI, SPETTACOLI TEATRALI, EVENTI VARI

Seppur in forma non condivisibile il Decreto Cura Italia è intervenuto anche con riferimento alle modalità di restituzione della biglietteria per concerti, spettacoli teatrali ed eventi in genere.

Il Decreto, senza alcuna valutazione degli effettivi interessi dei consumatori, prevede che ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura.

I soggetti acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza di cui al primo periodo, provvede all’emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

Non sembra quindi prevista la restituzione delle somme, ma solo un buono da utilizzare obbligatoriamente entro un anno.

CANONI DI LOCAZIONE

Il Governo italiano non ha formalmente previsto la sospensione dei canoni di locazione con riferimento agli immobili ad uso abitativo, né a ben leggere di quelli destinati ad uso diverso.

L’unico intervento regolatore, infatti, è stato rivolto agli immobili utilizzati come negozi o botteghe. L’art. 65, d.lg. n. 18/2020 (c.d. Cura Italia), in particolare, si limita a prevedere in favore del conduttore un credito di imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1– Negozi e botteghe.

Tale vantaggio fiscale, è ovviamente, previsto solo nel caso i canoni siano effettivamente pagati. L’art. 91 di tale decreto, inquadrando la situazione di emergenza da Covid 19, introduce due importanti principi:

Il primo relativo alla responsabilità del debitore ai sensi dell’art 1218 c.c. e 1223 c.c. in tale scenario l’art. 91 ha giustificato il ritardo nel pagamento del canone escludendo che lo stesso sia qualificato come responsabilità del debitore, anche ai fini dell’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse  a ritardati o omessi adempimenti.

Importante applicazione di tale principio potrebbe trovare approdo per giustificare il ritardato o mancato adempimento da parte dell’impresa nei contratti di appalto, per esempio per sospensione unilaterale dei cantieri a causa delle difficoltà di garantire la sicurezza dei lavoratori o di organizzare l’azienda o difficoltà di reperire strutture alberghiere o vitto in caso di trasferte ecc….)

Unico riferimento agli immobili ad uso abitativo è previsto nell’Art. 103, comma 6, d.l. n. 18/2020 in base al quale l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020. 

Pertanto, non è stata consentita nessuna sospensione.

Nonostante l’obbligo dei conduttori di continuare a pagare regolarmente il canone, è, in ogni caso, altamente consigliabile raggiungere un accordo temporaneo o di rinegoziazione dei canoni in linea con l’attuale scenario economico, al fine di un reciproco interesse ad evitare lunghe ed infruttuose azioni giudiziarie che, nella migliore delle ipotesi, bloccherebbero commercialmente l’immobile sul mercato.

 BOLLO AUTO e ASSICURAZIONE RC AUTO

Seppur in alcune Regioni sia stato approvato dalla Commissione Affari generali, istituzionali e bilancio l’interruzione del pagamento del bollo auto, al momento non sembra si possa sospendere il pagamento del bollo Auto.

In assenza di specifiche disposizioni, ovviamente, anche l’obbligo assicurativo per le auto parcheggiate in luoghi pubblici non può essere interrotto.

CONTRATTI DI MUTUO

In conseguenza dell’emergenza per Coronavirus, il decreto 18 del 17 marzo 2020, all’articolo 54, prevede che tale facoltà sia estesa anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti che auto dichiarino di avere patito, nel primo trimestre 2020, un calo di fatturato pari ad almeno il 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

Il richiedente deve quindi rientrare in una delle casistiche già previste dalla previgente normativa (art. 2 comma 476 della Legge 28.12.2007 n. 244 legge finanziaria 2008 in ausilio ai casi di perdita del lavoro, decesso di un familiare percettore di reddito, ecc.), oppure in quelle ampliate con la recente normativa.

Per quanto attiene alle rate di mutuo o ai pagamenti dei canoni di leasing (così come alle aperture di credito in conto corrente), le cui scadenze sono posticipate alla data del 30 settembre 2020, l’art. 56 del decreto legge, che effettivamente fa riferimento a tale data di scadenza, è espressamente dedicato alle imprese, e non al singolo consumatore.

 SCADENZA DOCUMENTI/RINNOVI

Il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, emanato per far fronte all’emergenza Covid-19, ha inciso sulle scadenze di atti amministrativi e autorizzazioni.

PATENTE DI GUIDA

La validità delle patenti di guida italiane scadute in data successiva al 31 gennaio 2020 (circolare M.I.T. nr. 0009209 del 19.3.2020) o in scadenza fino al 31 agosto 2020, sono state prorogate fino al 31 agosto 2020.La proroga si applica anche a quelle rilasciate da uno Stato dell’Unione Europea il cui titolare ha acquisito la residenza in Italia.

La disposizione si estende anche al certificato di idoneità alla guida (CIG) per ciclomotori.

REVISIONE VEICOLO

Per i veicoli con revisione scaduta al 17 marzo 2020 o che scade entro il 31 luglio 2020, è consentita la circolazione fino al 31 ottobre 2020 senza aver effettuato la visita di revisione;

 CARTA DI IDENTITA’

. Tutti i documenti di identità scaduti dal 17 marzo 2020 in poi sono validi fino al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento stesso.

PERMESSO DI SOGGIORNO

Tutti i certificali, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020. Quindi, tutti i permessi di soggiorno in scadenza nel periodo sopra ricompreso vengono prorogati di validità fino al 15 giugno 2020.

La domanda di rinnovo potrà essere presentata dopo il 15 giugno 2020.

MATRIMONI/FUNERALI/CELEBRAZIONI

Le restrizioni disposte da l governo, come premesso, hanno prodotto effetti negativi in ogni settore della vita sociale.Non vengono esonerati dalle misure di sicurezza le cerimonie religiose così come i funerali i matrimoni

Come noto l’organizzazione di un matrimonio necessita di una programmazione degli eventi e dei servizi che può essere effettuata anche un anno prima della data delle nozze.

In questo caso abbiamo già affrontato numerosi casi, risolvendo contenziosi con i fornitori. L’organizzazione di un matrimonio si struttura attraverso numerosi contratti che vanno dall’affitto delle location, al catering, ai servizi di trasporto, di soggiorno ecc….

Anche in questo caso intervengono i principi generali del codice civile, garantendo il rimborso delle somme versate, fatta eccezione per quelle prestazioni eventualmente già eseguite e non rimborsabili, come ad esempio inviti di nozze o lo shooting fotografico.

Quanto sopra è solo un limitato elenco di tutti i dubbi e le problematiche causate dalla situazione di crisi che ha costretto il Governo a disporre l’attuale lock down.

Sia che tu sia una impresa, o un consumatore, il consiglio è quello di esaminare fattivamente ed in modo risolutivo la problematica in quanto i provvedimenti adottati dal governo, non sono sempre in grado di risolvere una problematica, non potendo affrontare tutti i variegati profili contrattuali della nostra vita di relazione.

Per qualsivoglia chiarimento ti invitiamo a contattarci ai nostri indirizzi Studio Legale Collavini (Collavini LawFirm) Via Tibullo,10 – 00193 – Roma+ 39 (06) 83956409 e –mail info@collavinilawfirm.cominfo@salvaviaggio.com -Facebook Collavinilawfirm – linkedin Avv. Fabio Collavini

COVID -19 Necessaria la disamina dei contratti in essere

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L’attuale situazione economica è caratterizzata da un generale calo dei fatturati che in molti casi hanno causato il blocco totale della produttività delle aziende.
Il rischio che nell’immediato futuro è che le imprese non potranno più fare fronte alle proprie obbligazioni contrattuali.
Lo studio Collavini, in collaborazione con un network di professionisti in tutta Italia, ha creato un Team sinergico di specialisti, in grado svolgere un accurato e veloce esame di qualsiasi tipo di contratto allo scopo di tutelare e concordare variazioni nel comune interessi delle Parti, così da evitare l’applicazione di penali o richieste di indennizzi.I nostri specialisti esamineranno i contratti sottoscritti dalla Società valutandone ogni profilo nell’interesse di una soluzione operativa diretta ad evitare l’applicazione di penali e richieste di indennizzi, dando priorità alla rinegoziazione degli stessi.
Il nostro protocollo operativo della durata massima di 5 giorni è finalizzato ad uno screening veloce, pratico e soprattutto economico dei contratti in essere, all’esito del quale verrà rilasciato un parere sui rimedi pratici e giuridici diretti alla risoluzione della problematica contrattuale.

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Cancellazione del volo per guasto tecnico: la compagnia aerea è responsabile

Con una recente sentenza del Giudice di Pace di Roma (n. 38904/16), due passeggeri vittime di una cancellazione del volo per guasto tecnico dell’aeromobile hanno ottenuto un congruo risarcimento dalla compagnia TAP.
Nel caso specifico, i passeggeri affermavano che la compagnia aerea, annullando un volo intercontinentale superiore ai 3.500 km, li aveva costretti a raggiungere la destinazione prevista con oltre 12 di ritardo.

Durante il giudizio, TAP ha negato ogni tipo di indennizzo in favore dei propri clienti. La compagnia affermava che l’annullamento del volo era dovuto ad un guasto tecnico dell’aeromobile e che questo, di fatto, rappresentasse una “circostanza eccezionale” idonea ad escludere qualsiasi responsabilità della compagnia aerea.

Nonostante questo, il giudice di pace di Roma, interpretando correttamente i principi in materia di trasporto aereo fissati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Sentenza del 22 dicembre 2008 – Causa C-549/07), ha stabilito che il vettore aereo che cancella un volo per motivi tecnici è tenuto in ogni caso a corrispondere un congruo risarcimento in favore dei passeggeri danneggiati.Infatti, a detta dell’Autorità giudicante, l’attività di trasporto aereo comporta che le compagnie aeree siano pronte ad affrontare inconvenienti meccanici connessi al funzionamento dei velivoli, la cui soluzione deve essere considerata una operazione di mera routine.
Anche secondo il parere della Corte di giustizia dell’Ue, inoltre, una “situazione eccezionale” deve essere costituita da un fatto del tutto imprevedibile: vale a dire che la compagnia aerea, pur avendo agito con la dovuta diligenza, non avrebbe potuto essere “padrona” degli eventi.

Invero, la TAP, per liberarsi da ogni responsabilità, avrebbe dovuto provare la presenza di condizioni effettivamente “eccezionali”, non connesse alle ordinarie attività di collaudo tecnico e, quindi, non ravvisabili normalmente.
In più, oltre a dimostrare la sussistenza di una “circostanza eccezionale”, avrebbe dovuto provare che, pur facendo ricorso a tutti i mezzi necessari (risorse finanziarie, strutture, attrezzature tecniche e personale), non poteva far nulla per evitare tale situazione.

Dunque, tenuto conto che un aeromobile adibito al trasporto di persone è un apparecchio altamente sofisticato e che, quindi, comporta degli interventi tecnici in maniera costante, il “guasto tecnico” verificatosi durante le operazioni di manutenzione (o, peggio, in seguito alla mancata manutenzione) non costituisce una “circostanza eccezionale”, tale da impedire alla compagnia di corrispondere il dovuto risarcimento ai passeggeri danneggiati.

Nello specifico, il Giudice capitolino ha liquidato in favore degli istanti sia la c.d. compensazione pecuniaria (ai sensi del Reg. CE 261/04), sia il risarcimento del danno morale, cosi come previsto dalla Convenzione di Montreal e dalla Corte di Giustizia dell’UE (cfr.procedimento C-83/10), dovuto all’estentunate attesa degli stessi in aeroporto per oltre 12 ore senza ricevere alcuna informativa ed assistenza.

Dott. Carlo Maria Ferri