Marchi prestigiosi: la tutela nella distribuzione

Trade-Mark
L’ex rivenditore che svolge attività contraffattoria e di concorrenza sleale attraverso la distribuzione illecita di beni utilizzando il richiamo a marchi di prestigio in assenza di specifica autorizzazione alla distribuzione trova oggi un efficace strumento di tutela nella c.d. distribuzione selettiva dei marchi.
Tale istituto, richiamato dall’art. 1, lett. e), del Reg. CE n. 330/2010 prevede un sistema “nel quale il
fornitore si impegna a vendere i beni o i servizi oggetto del contratto, direttamente o indirettamente, solo a distributori selezionati sulla base di criteri specificati e nel quale questi distributori si impegnano a non vendere tali beni o servizi a rivenditori non autorizzati a vendere tali marchi nel territorio che il fornitore ha riservato a tale sistema”
 .
La finalità, in sostanza, è quella di tutelare l’immagine dei marchi sino ai consumatori finali, controllandone ex ante i canali di rivendita dei relativi prodotti  nel passaggio dal fornitore/produttore al distributore.
Tale aggiornamento, svolge un ruolo importante nella tutela e programmazione della distribuzione di un marchio di fama nazionale o mondiale attraverso la rete commerciale aperta al pubblico. In passato infatti, non e
ra stata mai analizzata la problematica con la dovuta attenzione richiedendo l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Avv. Fabio Collavini

Riferimenti normativi:

Artt. 700 e 2598 c.c.; artt. 126, 131 e 132, D. Lgs., 10/02/2005, n. 30; art. 1, lett. e), Reg. CE, n. 330/2010; art. 7 n. 2, Dir. 2008/95/CE

Precedenti giurisprudenziali:

Corte Giust. C.E., 23/04/2009, proc. C-59/08;

Corte Giust. C.E., 23/02/1999, proc. C-63/97;

Trib. Palermo, Ord., 28/02/2013;

Trib. Milano, Ord., 17/03/2016.

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