Cancellazione del volo per guasto tecnico: la compagnia aerea è responsabile

airplane front close-up double exposure

Con una recente sentenza del Giudice di Pace di Roma (n. 38904/16), due passeggeri vittime di una cancellazione del volo per guasto tecnico dell’aeromobile hanno ottenuto un congruo risarcimento dalla compagnia TAP.
Nel caso specifico, i passeggeri affermavano che la compagnia aerea, annullando un volo intercontinentale superiore ai 3.500 km, li aveva costretti a raggiungere la destinazione prevista con oltre 12 di ritardo.

Durante il giudizio, TAP ha negato ogni tipo di indennizzo in favore dei propri clienti. La compagnia affermava che l’annullamento del volo era dovuto ad un guasto tecnico dell’aeromobile e che questo, di fatto, rappresentasse una “circostanza eccezionale” idonea ad escludere qualsiasi responsabilità della compagnia aerea.

Nonostante questo, il giudice di pace di Roma, interpretando correttamente i principi in materia di trasporto aereo fissati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Sentenza del 22 dicembre 2008 – Causa C-549/07), ha stabilito che il vettore aereo che cancella un volo per motivi tecnici è tenuto in ogni caso a corrispondere un congruo risarcimento in favore dei passeggeri danneggiati.Infatti, a detta dell’Autorità giudicante, l’attività di trasporto aereo comporta che le compagnie aeree siano pronte ad affrontare inconvenienti meccanici connessi al funzionamento dei velivoli, la cui soluzione deve essere considerata una operazione di mera routine.
Anche secondo il parere della Corte di giustizia dell’Ue, inoltre, una “situazione eccezionale” deve essere costituita da un fatto del tutto imprevedibile: vale a dire che la compagnia aerea, pur avendo agito con la dovuta diligenza, non avrebbe potuto essere “padrona” degli eventi.

Invero, la TAP, per liberarsi da ogni responsabilità, avrebbe dovuto provare la presenza di condizioni effettivamente “eccezionali”, non connesse alle ordinarie attività di collaudo tecnico e, quindi, non ravvisabili normalmente.
In più, oltre a dimostrare la sussistenza di una “circostanza eccezionale”, avrebbe dovuto provare che, pur facendo ricorso a tutti i mezzi necessari (risorse finanziarie, strutture, attrezzature tecniche e personale), non poteva far nulla per evitare tale situazione.

Dunque, tenuto conto che un aeromobile adibito al trasporto di persone è un apparecchio altamente sofisticato e che, quindi, comporta degli interventi tecnici in maniera costante, il “guasto tecnico” verificatosi durante le operazioni di manutenzione (o, peggio, in seguito alla mancata manutenzione) non costituisce una “circostanza eccezionale”, tale da impedire alla compagnia di corrispondere il dovuto risarcimento ai passeggeri danneggiati.

Nello specifico, il Giudice capitolino ha liquidato in favore degli istanti sia la c.d. compensazione pecuniaria (ai sensi del Reg. CE 261/04), sia il risarcimento del danno morale, cosi come previsto dalla Convenzione di Montreal e dalla Corte di Giustizia dell’UE (cfr.procedimento C-83/10), dovuto all’estentunate attesa degli stessi in aeroporto per oltre 12 ore senza ricevere alcuna informativa ed assistenza.

Dott. Carlo Maria Ferri

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