Nessuna diffida obbligatoria verso il condomino moroso

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Non occorre alcuna diffida di pagamento per richiedere l’ingiunzione delle quote condominiali scadute.

Il Tribunale di Roma ha confermato che le quote condominiali da pagare a seguito delle delibere assembleari costituiscono titolo di credito del Condominio. Tale titolo legittima, pertanto, la richiesta e la concessione del decreto ingiuntivo senza necessità una diffida preliminare.

L’invio o meno della disfida da parte del condominio non preclude, dunque, l’esigibilità del credito da parte del condominio, posto che tale credito diviene certo ed esigibile con l’approvazione assembleare dello stato di ripartizione (sia nel caso di riparto preventivo che consuntivo).

L’amministratore, infatti, può legittimamente procedere alla riscossione dei contributi condominiali sulla base del bilancio preventivo regolarmente approvato, fino a che non vi sia il bilancio consuntivo.
Precisa inoltre il Tribunale che il sopraesposto principio è rafforzato dalla nuova normativa condominiale ex artt. 63 disp. att. c.c. e 1129, c. 9, c.c., in base alla quale il ricorso alla procedura monitoria rappresenta un obbligo per l’Amministratore, il quale deve provvedervi in tempi stretti.

L’assistenza del nostro studio offre sia agli amministratori di condominio che ai singoli proprietari una assistenza specifica diretta alla risoluzione del problema, ritenendo  essenziale un rapporto diretto tra le parti prima di azionare una costosa e speso rischiosa azione processuale.

Avv.Fabio Collavini

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