Regolarizzazione lavoratori stranieri: Breve rassegna dell’art. 110 bis Decreto Rilancio

reloj de arena

Il governo italiano ha approvato la legge che prevede la regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Tale misura è stata inserita nell’art. 110 bis “Emersione di rapporti di lavoro” del Decreto Rilancio approvato il 13 maggio 2020 (in fase de pubblicazione).

L’istanza potrà essere presentata dal primo giugno al 15 luglio 2020.

L’emersione dei rapporti di lavoro relativa agli stranieri prevede due tipi di permessi di soggiorno a seconda della condizione dello straniero.

  1. Permesso di soggiorno per motivi di lavoro rivolto agli stranieri senza permesso di soggiorno che abbiano fatto ingresso in Italia entro l’8 marzo 2020 e che non abbiano lasciato il territorio nazionale dopo tale data.
  2. Permesso di soggiorno temporaneo per un periodo di sei mesi, valido solo in Italia, convertibile alla scadenza, in presenza di contratto di lavoro in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, per titolari di permesso di soggiorno scaduto dopo il 31 ottobre 2019.

Di seguito una breve rassegna dei due tipi di permessi di soggiorno, debitamente si precisa che si tratta di una prima lettura e che successivamente a seguito dell’approvazione del decreto interministeriale si offriranno maggiori dettagli sulla procedura e requisiti.

  1. Permesso di soggiorno per motivi di lavoro (art. 110 bis comma 1 e 12)

Si prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro per i cittadini stranieri che prestino servizio nei settori di agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;

assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza; lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

L’istanza dovrà essere presentata dal datore di lavoro, quest’ultimo può essere cittadino italiano o cittadino di uno degli Stati dell’Unione Europea o cittadino straniero in possesso di permesso di soggiorno UE lungo soggiornanti (carta di soggiorno).

Requisiti:

  • svolgere attività lavorativa nei settori indicati nel decreto (settore agricola ed altri, colf, badante);
  • aver fatto ingresso in Italia alla data dell’8 marzo 2020 e non aver lasciato il territorio nazionale dopo la medesima data.

Procedimento (si deve attendere decreto interministeriale che confermi le modalità e stabilisca il procedimento specifico)

  • l’istanza va presentata dal datore di lavoro presso lo sportello unico immigrazione (SUI);
  • si prevede un contributo forfetario di 400 euro a titolo di costo di gestione della pratica, oltre ulteriore contributo forfetario non ancora specificato.
  • nell’istanza dovrà essere indicata la durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a quella prevista del contratto collettivo nazionale.

Lo sportello Unico per l’immigrazione verificata l’ammissibilità della dichiarazione procede alla convocazione per la stipula contratto di soggiorno, per la comunicazione obbligatoria di assunzione e per la compilazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

ATTENZIONE: la mancata presentazione del datore di lavoro e del lavoratore senza giustificato motivo alla convocazione della SUI comporta l’archiviazione del procedimento.

Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro comporta l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alla dichiarazione di emersione. In capo al datore di lavoro determina l’estinzione dei procedimenti penali e amministrativi per l’impiego di lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale. In capo agli stranieri comporta l’estinzione relativa ai procedimenti penali e amministrativi per l’ingresso ed il soggiorno illegale nel territorio nazionale con esclusione di alcuni illeciti.

  1. PERMESSO DI SOGGIORNO TEMPORANEO (art. 110 bis comma 2, comma 13)

Si prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per sei mesi, valido solo in Italia, per cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto alla data del 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno.

L’istanza può essere presentata dal cittadino straniero dal 1° giugno al 15 luglio 2020 presso la Questura di competenza.

Requisiti:

  • essere in possesso di permesso di soggiorno scaduto alla data del 31 ottobre 2019 e che non sia stato rinnovato;
  • i cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020 non devono essersi allontanati dalla medesima data;
  • aver svolto attività di lavoro nei settori agricola, colf, badante, antecedentemente al 31 ottobre 2019;
  • A tal fine si dovrà presentare documentazione idonea a comprovare l’attività lavorativa svolta (con successivo decreto verrà specificata il tipo di documentazione da presentare);
  • E’ previsto un contributo di 160 euro.

ATTENZIONE: la documentazione sarà oggetto di controllo dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Al termine della presentazione della richiesta verrà rilasciata ATTESTAZIONE che consente allo straniero di soggiorno regolarmente in Italia per il termine indicato, di svolgere attività lavorativa (limitatamente ai settori previsti nel decreto), iscriversi nelle liste di collocamento; presentare eventuale richiesta di conversione del permesso di soggiorno temporaneo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Successivamente, se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo (sei mesi dalla presentazione dell’istanza) il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa in conformità alle previsioni di legge, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

  1. INAMMISSIBILITÀ’ PER LA CONDIZIONE DELLO STRANIERO

Non sono ammessi alla regolarizzazione i cittadini stranieri destinatari di decreto di espulsione per alcuni reati, gli stranieri che siano stati oggetto di segnalazione anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato, inoltre non sono ammessi coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva per truffa, delitti contro la libertà, spaccio di stupefacenti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, della prostituzione e anche minorile. Infine i cittadini stranieri non devono essere considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali Italia abbia sottoscritto accordi  per la soppressione dei controlli alle frontiere e di libera circolazione delle persone.

  1. RIGETTO PER LA CONDIZIONE DEL DATORE DI LAVORO

E’ causa di inammissibilità la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, nonché per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 cp); intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis del codice penale); reati previsti per il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno per lavoro subordinato (art. 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo d.lvo 286/1998).

Varrà precisare che nelle more della definizione dei procedimento di emersione lo straniero non può essere oggetto di espulsione.

E’ stata prevista infine l’approvazione di un decreto di attuazione nel termine di 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto che stabilisca i limiti di reddito del datore di lavoro, la documentazione attestante l’attività lavorativa e procedure di emersione.Cattura (5)

Avv. Grimaneza Victoria Castillo

avvocato italo-peruviano

Per maggiori informazioni o approfondimenti vi invitiamo a contattarci.
Collavinilawfirm
In collaborazione con https://www.victoriaestudiolegal.com/

One thought on “Regolarizzazione lavoratori stranieri: Breve rassegna dell’art. 110 bis Decreto Rilancio

  1. Pingback: regolarizzazione lavoratori stranieri, modifiche e aggiornamenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *