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Novità della Cassazione sulla risarcibilità del Colpo di frusta

Nel 2019 la giurisprudenza di merito aveva confermato la non rimborsabilità del c.d. colpo di frusta in assenza di una indagine radiologica, nell’intento di limitare il flusso eccessivo di richieste risarcitorie da parte di conducenti e passeggeri coinvolti in incidenti stradali.
Tale orientamento, promosso all’interno del Decreto cresci Italia, seppur apparisse decisamente limitativo, era stato più o meno accettato da parte degli addetti ai lavori, i quali negavano nella pratica la possibilità di ottenere un risarcimento del danno nel segmento delle micro permanenti in assenza di una conferma radiologica.

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza 9865/2020, ha oggi cassato tale orientamento, affermando che, con riferimento al colpo di frusta, ove sussista una indagine clinica approfondita che accerti in modo obbiettivo e riscontrabile il danno lamentato, l’indagine strumentale non sia obbligatoria.
In attesa di conoscere l’esito del giudizio di rinvio, è indubbio che il recente arresto della Suprema Corte sembrerebbe confermare che la risarcibilità del colpo di frusta, ove il risultato del danno sia stato oggettivamente riscontrabile,trovi un limite solo nel criterio anamnestico, in cui la sussistenza di un danno permanente sia basata sulla mera dichiarazione del paziente.
Spiega la Cassazione che il decreto Cresci Italia, esclude la risarcibilità solo in caso di accertamenti che non possano essere effettuati in modo obiettivo, senza imporre necessariamente il metodo strumentale.
Il colpo di frusta, pertanto, può essere validamente accertato in modo clinico e visivo,limitando la diagnostica per immagini solo ai casi di stretta necessità.