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Il permesso di soggiorno per cure mediche: il rilascio anche in caso di patologia di particolare gravità 

Il permesso di soggiorno per cure mediche viene rilasciato in base a delle precise condizioni corredato da idonea documentazione medica. È un permesso che non permette di svolgere attività lavorativa e non può essere convertito in altro permesso di soggiorno sennò, ove vi siano le condizioni, in quello per motivi familiari.

Ha una durata pari a quella del trattamento medico da realizzarsi e, in ogni caso, non superiore a un anno, rinnovabile in caso di necessità di continuare con il percorso terapeutico. Nel caso del permesso di soggiorno per gravidanza viene emesso un primo permesso di soggiorno per 6 mesi rinnovabile per altri sei mesi.

Nel testo unico immigrazione, d.lgs 286/98, prima delle modifiche legislative del Decreto Salvini, il permesso di soggiorno per cure mediche veniva rilasciato alle seguenti condizioni:

  1. Ingresso per cure mediche (art. 36 TUI): Il cittadino straniero che è entrato in Italia a seguito della richiesta di specifico visto per cure mediche deve presentarsi alla Questura del luogo di domicilio per la richiesta del permesso di soggiorno per cure mediche che ha durata pari a quella del visto di ingresso e può essere rinnovato direttamente presso la Questura competente allegando la certificazione medica.

 

  1. Alle donne straniere irregolari in stato di gravidanza (art. 19 co. 2 lett. d TUI): è previsto il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche per il periodo di sei mesi prima del parto e per i sei mesi successivi alla nascita del bambino. Anche il padre del bambino, coniugato con la madre, ha diritto ad avere un permesso di soggiorno per cure mediche. Consente l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale in modo gratuito, ma non consente lo svolgimento di attività lavorativa.

A questi due ipotesi, con l’approvazione del decreto-legge n. 113/2018, convertito con modificazioni dalla L. 1° dicembre 2018, n. 132, si è aggiunta una terza possibilità di ottenere il permesso di soggiorno per cure mediche.

  1. Permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che versano in condizioni di salute di particolare gravità.

L’articolo 19 co. 2 lett. d-bis del TUI, introdotta dall’art. 1 comma 1 lettera g) del D.L. 4 ottobre 2018, n. 113 prevede espressamente il divieto di espulsione dello straniero a condizione che versi in gravi condizioni di salute.

Le patologie di particolare gravità debbono essere accertate mediante idonea documentazione medica,  rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. In taluni casi, verrà emesso permesso di soggiorno per cure mediche della durata del trattamento terapeutico, in ogni caso, non superiore ad un anno, rinnovabile finché persistono le condizioni di salute di particolare gravità debitamente certificate, valido solo nel territorio nazionale.

Al fine di consentire l’effettiva iscrizione del cittadino straniero al Servizio Sanitario Nazionale e di garantire l’accesso alle cure, con circolare del 15 marzo 2019, n. 43323, il Ministero dell’Interno ha precisato che il permesso di soggiorno deve riportare la dicitura “art. 19, co. 2, lett. d) bis T.U. Immigrazione”.

La giurisprudenza ha avuto modo di precisare le condizioni di salute richieste ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche. Tra le pronunzie più importanti possiamo menzionare l’ordinanza del Tribunale di Napoli del 14 febbraio 2020, nel procedimento con RG 132/2020, con la quale, facendo espresso richiamo del modificato dettato normativo, ha affermato che: “Ai fini del rilascio del permesso per cure mediche, è richiesto esclusivamente la sussistenza di una patologia di particolare gravità che rende necessario nell’immediato un percorso di cura per la tutela della salute e della vita del cittadino straniero”.

Sul tipo di patologie, il giudicante ha precisato che: “Deve trattarsi di patologie pericolose nell’immediato o suscettibili di aggravamento in futuro, a cui corrispondono prestazioni sanitarie che non possono essere differite o che sono essenziali per scongiurare aggravamenti che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita nell’ipotesi di un rientro nel Paese di origine».

Meritevole di commento anche una recente ordinanza del Tribunale di Milano, ordinanza del 19 maggio 2020, nel procedimento con RG 28554/2019, con la quale ha accolto il ricorso di una cittadino ghanese di richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche per patologia psichica: “il rientro del ricorrente in Patria esporrebbe lo stesso ad una situazione di grave pregiudizio per la sua incolumità psichica, di inevitabile fragilità personale e sociale e di costante vulnerabilità determinata dal grave stato psicologico di cui lo stesso risulta affetto”.

Pertanto, deve essere attentamente valutato lo stato di salute dello straniero e la documentazione medica attestante le gravi patologie per non incorrere in un rigetto della domanda.

Avv. Grimaneza Victoria Castillo

avvocato italo peruviana del foro di Roma

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